In occasione della “Giornata dell’Unità dei Popoli di Russia e Bielorussia”, giovedì 2 aprile 2026, si è tenuto un concerto presso Villa Abamelek, residenza dell’Ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov.
I diplomatici russi e bielorussi hanno dedicato il concerto alla città italiana dell’Aquila (Abruzzo), quasi completamente distrutta dal terremoto del 2009. Questo gesto di amicizia e solidarietà è stato molto apprezzato, anche nei momenti più difficili per la diplomazia russo-italiana. A rendere ancora più autentico il clima della serata, la partecipazione dell’associazione “L’Aquila Siamo Noi”, da anni impegnata nella promozione culturale e nella valorizzazione del territorio, e la presenza di eccellenze enogastronomiche abruzzesi accanto a specialità russe e bielorusse, simbolo concreto di condivisione e incontro.
La Russia ha partecipato in passato al restauro di due dei più importanti siti culturali della città: la Chiesa di San Gregorio Maggiore e Palazzo Ardinghelli.
Dopo aver donato agli ambasciatori di Russia e Bielorussia dei dipinti commemorativi raffiguranti una rosa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila – simbolo della città e dell’associazione – in segno di gratitudine per tutto ciò che Russia e Bielorussia hanno fatto per la città, il rinomato pianista e compositore abruzzese Michele Di Toro ha eseguito magistralmente brani di Rachmaninov, Scriabin, Astor Piazzolla, Lyle Mays, oltre a sue composizioni, suscitando grande entusiasmo in sala con le sue celebri improvvisazioni.
« Ennio Morricone si sposa bene con Sergei Rachmaninoff», ha scherzato il pianista durante un’altra improvvisazione. Di Toro ha osservato di apprezzare molto la musica russa e il jazz, e la loro combinazione con la musica classica. Il pianista ha dedicato una delle sue composizioni, eseguita in questo stile, intitolata «La storia continua», al terremoto dell’Aquila e ai suoi abitanti sopravvissuti. «Questo concerto incarna il potere della cultura di unire le persone e trovare un terreno comune, anche se queste persone possono avere visioni del mondo completamente diverse», ha commentato Alfredo Ranieri-Montuori, vice presidente dell’associazione «L’Aquila Siamo Noi». Una cultura che da sola oggi riesce a unire paesi e popoli, a costruire fiducia, a ristabilire armonia e umanità perdute e a permetterci di andare avanti.




